Venezia la storia, la città e le arti dalle risorse digitali Treccani

Di certo è uno dei giacimenti più autorevoli della cultura italiana: l’Istituto della Enciclopedia Treccani da decenni promuove pubblicazioni riguardanti la  Storia di Venezia, dedicandole volumi enciclopedici e monografie di ampio respiro e rigore scientifico.

In questa sede segnaliamo una serie di saggi, parte della grande collana dedicata o contenuti in opere generali, disponibili online sul portale Treccani: vista la diversa provenienza dei contributi si è deciso di rispettare un ordine alfabetico per autori.

 

 

Cinque secoli di Tintoretto (1519-2019)

 

Si terrà a Venezia, dal 7 settembre 2018 al 6 gennaio 2019, la grande mostra dedicata al genio di Jacopo Tintoretto, frutto della collaborazione tra i Musei Civici veneziani e la National Gallery di Washington. Un evento eccezionale, dall’importante risvolto scientifico, a ottant’anni dalla ultima esposizione veneziana dedicata all’Artista (Ca’ Pesaro, 1937). Due saranno le sedi principali. le Gallerie dell’Accademia e Palazzo Ducale. Nella prima oltre alle opere facenti parte delle collezioni permanenti, saranno esposti molti lavori realizzati in età giovanile fino agli anni ’40, quelli dell’affermazione; al Palazzo Ducale l’esposizione si snoderà per sale e ambienti in cui sarà possibile mettere a confronto e in relazione i teleri ancora in situ con i tanti prestiti che dall’estero arriveranno appositamente per l’evento. Non solo le opere provenienti da collezioni e musei. La retrospettiva consentirà dunque di poter amplificare la conoscenza dell’opera tintorettiana offrendo un ottima opportunità di approfondimento e invitando a scoprire o ritornare difronte ai tanti Tintoretto sparsi per le chiese e i musei veneziani.

Tintoretto 1519-1594, Venezia, Palazzo Ducale – Gallerie dell’Accademia, 7 settembre 2018 – 6 gennaio 2019

a cura di Robert Echols e Frederick Ilchman; direzione scientifica: Gabriella Belli.

Risultati immagini per susanna e i vecchioni tintoretto

Cataloghi e database di immagini 

risorse in ordine alfabetico

Dal 1852 la Fototeca Alinari costituisce una delle più importanti realtà nel campo delle immagini e della documentazione fotografica dell’arte e del patrimonio architettonico e urbanistico italiano. Con oltre 5 milioni di fotografie gli archivi della Fondazione Alinari rappresentano un punto di riferimento fondamentale per la ricerca e l’editoria. Buona parte del catalogo è disponibile online al portale Alinari Archive al quale è possibile registrarsi per fruire dei servizi di riproduzione e diritti. Sono inoltre disponibili degli archivi dedicati accedendo al portale Archivi fotografici.


Database di immagini dedicato all’arte universale. Copre un vastissimo ambito geografico, dal Mediterraneo all’Asia. Consente la ricerca per parole chiave. É possibile pure effettuare una ricerca per categorie e soggetti, fino a risalire ad uno specifico paese.


Il database del prestigioso museo inglese è ricchissimo di immagini relative a opere di artisti italiani. Ricchissimo il repertorio grafico. La ricerca avviene semplicemente per keyword search. Registrandosi sono possibili anche ricerche avanzate. Interessante l’opportunità di creare propri lightbox nei quali conservare le immagini selezionate.


Si tratta di un database dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. I servizi di riproduzione, a pagamento, sono accessibili previa registrazione e compilazione di moduli di richiesta.


Banca dati su piattaforma open access nella quale sono riversate le schede descrittive dei Beni Culturali catalogati in Italia. Frutto della interazione fra diverse le istituzioni deputate alla tutela e alla conoscenza del patrimonio artistico, archeologico, architettonico e ambientale dello Stato, per mezzo dell’ICCD sono rese disponibili, ad oggi, circa 800.000 schede e immagini.


Riallestina nei rinnovati spazi di Palazzo Zuccari a Roma, la fototoca raccoglie fin dal 1913 un cospicuo patrimonio di immagini (oltre 800.000 fotografie) sempre in corso di implementazione, anche in ambiente digitale. Gli ambiti di maggiore interesse sono quelli della topografia di Roma e delle città italiane, artisti italiani, con particolare attenzione alla grafica. Di particolare rilievo è il Corpus Photographicum of Drawings (Corpus Gernsheim) che dedicato alla tradizione dei modelli antichi.


É uno degli archivi fotografici relativi all’arte italiana, scientificamente costruito, più grande al mondo. Parte della Fondazione dedicata al grande storico dell’arte Federico Zeri, oggi dell’Università di Bologna, raccoglie il grande patrimonio di immagini tradotte fotograficamente e utilizzate per i propri studi. Il database consente di ricercare dipinti, sculture, architetture e monumenti tra le oltre 290.000 fotografie catalogate. Inoltre la fototeca, rispettando l’ordinamento originario voluto dallo Studioso, mantiene la suddivisione in macrosezioni: Pittura italiana (150.000 fotografie); Scultura italiana (17.000); Archeologia (5.300); Architettura (8.800); Disegno (12.700); Arti Applicate (18.000); Miniatura (5.500). A queste si aggiunge la sezione Natura Morta (14.000).


Con oltre 730.000 fotografie schedate, la Fototeca dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini costituisce una delle più ricche collezioni italiane. Ne fanno parte alcuni fondi privati di particolare importanza come quelli di Giuseppe Fiocco, Rodolfo Pallucchini e la collezione Berenson, proveniente da Villa i Tatti.  Buona parte del catalogo è dedicato a immagini di arte, topografia e grafica veneta e veneziana.

Si tratta di un progetto di libera consultazione realizzato in collaborazione con la National Gallery of Art. E’ strutturato in otto unità, ognuna dedicata all’approfondimento di uno specifico tema dell’arte rinascimentale italiana: si presta particolarmente all’utilizzo didattico.


Dal 1958 il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio costituisce una tra le più prestigiose istituzioni nel campo della ricerca e della divulgazione. A Palazzo Barbarano (Vicenza) sono ospitati il Museo e le sale espositive, la Biblioteca e la Mediateca nonché i corsi e i workshop organizzati dalla Fondazione.  Il portale web consente la consultazione dei database dedicati alle opere di Andrea Palladio e Vincenzo Scamozzi ; da ‘Collezioni’ anche i cataloghi della Mediateca  (ricca di immagini e risorse non solo riguardanti Andrea Palladio ma anche Carlo Scarpa e il Veneto); la raccolta dei Modelli delle architetture palladiane e relative schede;  la ricca bibliografia digitalizzata della rivista Annali di Architettura e del Premio James Ackerman per la storia dell’architettura.

Importante anche il ricco catalogo della Biblioteca raggiungibile per mezzo del BinP della Regione del Veneto.


L’Archivio Scala è considerato tra i maggiori possessori d’immagini di opere d’arte al mondo. Oltre 300 mila fotografie che coprono una geografia vastissima di cui l’Italia e l’arte italiana costituiscono il nucleo principale. Come per il fondo Alinari, anche Scala offre importanti servizi documentali a supporto della catalogazione museale e dell’editoria di settore.


È un museo virtuale che raccoglie opere d’arte europee prodotte tra l’VIII e il XIX secolo. Ideato come strumento utile a studenti e insegnati, si presenta come un portale di libero accesso a un vasto catalogo di immagini. I repertori sono costruiti per liste di autorità e la ricerca può essere effettuata a mezzo di un apposito format. Web Gallery è una iniziativa privata degli ungheresi  Emil Krén e Dániel Marx.


RISORSE REGIONALI


 

Venezia e il Veneto

progetti e cataloghi regionali

Progetto di grande respiro, sostenuto da enti pubblici,  istituzioni museali e centri di ricerca, l’Archivio Carlo Scarpa si presenta come un importante giacimento per la conoscenza dell’enorme patrimonio grafico, progettuale e ideale dell’architetto veneziano.  Il database dell’archivio dei disegni consente la ricerca, semplice e avanzata, per liste e aree tematiche;  per metadati basati su standard iccd e per singoli progetti.


Il catalogo online dell’Istituto permette di accedere alle schede, descrizioni e localizzazioni relative alle storiche ville della Regione Veneto e della Regione Friuli Venezia Giulia.


  • IUAV – Diateca

Pur non trattandosi di una risorsa completamente in open access, il catalogo della collezione fotografica dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia è fruibile sul portale di Primo. E’ possibile rivolgersi al Sistema Bibliotecario d’Ateneo per ottenere l’autorizzazione alla consultazione o le credenziali di accesso al servizio di consultazione on-line.


Piero Falchetta, Jacopo De’ Barbari e le vedute di Venezia, una guida multimediale.



Dal 1958 il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio costituisce una tra le più prestigiose istituzioni nel campo della ricerca e della divulgazione. A Palazzo Barbarano (Vicenza) sono ospitati il Museo e le sale espositive, la Biblioteca e la Mediateca nonché i corsi e i workshop organizzati dalla Fondazione.  Il portale web consente la consultazione dei database dedicati alle opere di Andrea Palladio e Vincenzo Scamozzi ; da ‘Collezioni’ anche i cataloghi della Mediateca  (ricca di immagini e risorse non solo riguardanti Andrea Palladio ma anche Carlo Scarpa e il Veneto); la raccolta dei Modelli delle architetture palladiane e relative schede;  la ricca bibliografia digitalizzata della rivista Annali di Architettura e del Premio James Ackerman per la storia dell’architettura.

Importante anche il ricco catalogo della Biblioteca raggiungibile per mezzo del BinP della Regione del Veneto.

 


Il catalogo dei Beni Culturali della Regione Veneto è costruito su base standard ICCD. Consente di accedere a schede dettagliate e referenziate per tipologia, soggetto e ubicazione del bene.


In collaborazione con Alinari, la Regione Veneto promuove la valorizzazione e diffusione dello straordinario patrimonio di immagini fotografiche conservate dall’Archivio fiorentino. Oltre 7000 scatti, moltissimi inediti, realizzati dall’Ottocento in poi e provenienti Archivi Storici Alinari, Brogi, Anderson, Villani. Presenti anche molte fotografia d’autore e le più recenti acquisizione da campagne fotografiche a colori e in alta risoluzione. L’accesso al catalogo digitale è a mezzo di registrazione sul portale dedicato della Regione del Veneto.



risorse e cataloghi per territori

 

Il website delle Gallerie dell’Accademia, oltre a fornire le informazioni di base per l’accessibilità museale, permette di consultare il catalogo delle opere esposte, ordinate per sale o collezioni. Nella sezione Studi è disponibile al download il PDF del catalogo a stampa curato da Sandra Moschini Marconi  per il Ministero della Pubblica Istruzione(Roma 1955): seppur datato rimane a tutt’oggi un utilissimo repertorio di riferimento e una fonte importante per conoscere le fasi di formazione delle collezioni. Un’ampia bibliografia generale relativa  sempre alle collezioni, singole opere, restauri, mostre e laboratori, è disponibile alla pagina dedicata del Polo Museale Veneziano.


Eccezionale esempio di collezionismo veneziano, la Galleria nel tempo è stata arricchita di opere e oggetti provenienti da altre istituzioni museali e donazioni. Come per le Gallerie dell’Accademia di Venezia, anche per questo museo è disponibile – sia sulla piattaforma del Polo Museale Veneziano, sia su quella in via di aggiornamento del Polo Museale Veneto – la consultazione di brevi schede di catalogo delle opere e loro collocazione nel percorso espositivo.


Progetto privato curato da Alessia Rosada e Carlos Travaini. Si tratta di un catalogo digitale che raccoglie immagini di architetture e sculture rilevate fotograficamente lungo il percorso del Canal Grande fino al Bacino di San Marco. Le schede sono corredate di didascalie e testi descrittivi.


Con oltre 730.000 fotografie schedate, la Fototeca dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini costituisce una delle più ricche collezioni italiane. Ne fanno parte alcuni fondi privati di particolare importanza come quelli di Giuseppe Fiocco, Rodolfo Pallucchini e la collezione Berenson, proveniente da Villa i Tatti.  Buona parte del catalogo è dedicato a immagini di arte, topografia e grafica veneta e veneziana.


A seguito delle recenti riforme dell’assetto amministrativo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo,  anche la gestione del sito del Polo Museale Veneziano è stata trasferita a livello superiore: ciò ha comportato pure la migrazione delle pagine informative, dei cataloghi e delle guide nel nuovo sito del Polo Museale Veneto, destinato questo a divenire la piattaforma generale del ricco patrimonio museale e collezionistico della Regione del Veneto. All’interno di entrambi è possibile raggiungere i website dedicati ai singoli musei statali – e quindi le relative risorse catalografiche, guide ed immagini delle opere conservate – ma anche pagine dedicate al territorio, agli eventi e ai percorsi tematici.


Previa registrazione, gli studiosi possono accedere al catalogo digitalizzato della Pinacoteca di Palazzo Chiericati costituito da tre distinte sezioni: 1. Dipinti dal XIV al XVI secolo; 2. Dipinti del XVII e XVIII secolo; 3. Scultura e arti applicate dal XIV al XVIII secolo.  Una sezione dedicata e liberamente fruibile è costituita poi dalla Mostra virtuale dei disegni di Palladio: 33 fogli conservati sempre a Palazzo Chiericati.

 


Puglia

Il portale BeWeB raccoglie e pubblica il catalogo del patrimonio ecclesiastico dei beni culturali. Dalla home page è possibile accedere direttamente alle singole regioni ecclesiastiche sia utilizzando la mappa interattiva, sia attraverso il motore di ricerca per regioni e diocesi. La regione ecclesiastica Puglia è suddivisa in quattro metropolie (Bari-Bitonto, Foggia-Bovino, Lecce, Taranto): il menù principale della home page consente comunque di interrogare anche per tipologie di Beni: storico-artisticiedifici di culto; beni librari; beni archivistici; istituti culturali.


Il progetto Fototeca Digitale dell’Iconografia Rupestre, promosso dall’Universita degli Studi di Lecce e dalla Regione Puglia, è frutto dell’impegno del Coordinamento SIBA a cui è affidata la gestione dei servizi bibliografici e documentali della stessa Università. Per quanto non graficamente accattivante, la FIR si rivela uno strumento importante per conoscere il patrimonio rupestre delle province di Lecce e Taranto. Le schede dell’archivio sono arricchite da immagini e planimetrie relative a 48 insediamenti rupestri, 19 chiese e 20 cripte rilevate tra il 1982 e il 1986.


Accesso alle schede di catalogo relative a opere d’arte (OA 3.00) e reperti archeologici (RA 2.00 e 3.00). La disponibilità in open access è relativa ai riversamenti su piattaforma ICCD.


Importante portale regionale dedicato al turismo culturale. Il progetto, realizzato su base catalografica ICCD, si distingue ed è dedicato a tre specifici ambiti tematici: l’habitat rupestre, i castelli e i mosaici. Il contributo delle soprintendenze ha consentito di produrre  un utile strumento di conoscenza del territorio, in linea con quanto promosso dalla Regione Puglia nell’ambito dell’attuazione dei Complementi di Programmazione dell’Asse II – Risorse Culturali: L’itinerario normanno-svevo e angioino; Habitat rupestre; sistema archeologico regionale.

⇒  Habitat rupestre

Castelli

Mosaici


Interessante e funzionale il il portale web della Pinacoteca barese: non solo pagine dedicate alla storia delle collezioni e dell’istituzione museale ma anche intere sezioni multimediali ricche di risorse per diversi target di utenti.  Dal menù principale, alla scheda Patrimonio museale, si arriva all’accesso alle schede per singole opere e raggruppamenti cronologici e per scuole.

 

Roma e il Lazio. Città del Vaticano

Il portale BeWeB raccoglie e pubblica il catalogo del patrimonio ecclesiastico dei beni culturali. Dalla home page è possibile accedere direttamente alle singole regioni ecclesiastiche sia utilizzando la mappa interattiva, sia attraverso il motore di ricerca per regioni e diocesi. La regione ecclesiastica Lazio si compone di 21 diocesi. Dal menù principale della home page consente di sviluppare la ricerca per tipologie di materiale.


  • Digita Vaticana

Sono circa 15.000 i manoscritti già disponibili in digitale dell’enorme e prestigioso patrimonio della Biblioteca Apostolica Vaticana. Il progetto è promosso dalla  Biblioteca assieme all’associazione Digita Vaticana Onlus.   La consultazione è liberamente accessibile dalla piattaforma DVL (DigitVatLib)


Musei in Comune  (MiC) è una app che raccoglie informazioni relative a oltre 20  musei e siti archeologici della Capitale. Si articola in quattro sezioni: MUSEI  con descrizioni delle singole sedi; info su orari e biglietti
– MOSTRE – EVENTI – DIDATTICA  con tutte le attività aggiornate in tempo reale – GALLERIA con un’accurata selezione di foto e di video – MAPPA con la localizzazione dei musei nella città e l’indicazione del percorso necessario per arrivarci. Le versioni dedicate ai singoli musei (Capitolini, Ara Pacis, Mercati Traianei, Napoleonico) sono a pagamento e permettono di accedere a descrizioni dettagliate e immagini ad alta risoluzioni delle opere, ai percorsi tematici e alle mappe interattive. Le app sono scaricabili sia per applicativo android che per apple.


Il catalogo online delle opere e degli oggetti d’arte dei Musei Vaticani si presenta come uno strumento utile alla conoscenza dell’enorme patrimonio vaticano. Si tratta di un progetto in corso di implementazione che non riguarda gli edifici e i complessi espositivi ma solo i manufatti esposti lungo il percorso di visita.  Disponibile solo in lingua italiana, il motore di ricerca consente di rintracciare schede di livello base, inventari e fotografie.

La Scuola di San Giorgio dei Dalmati: il nuovo portale web

Da poco rinnovato, il sito ufficiale della Scuola di San Giorgio dei Dalmati consente di poter conoscere una delle realtà storiche e sociali più significative e importanti della cultura veneziana. Il sodalizio degli Schiavoni – così venivano chiamati perché originari della ‘Slavonia’ appunto, nacque ufficialmente a Venezia il 24 marzo 1451 quando con decreto del Consiglio dei Dieci fu fondata ufficialmente una Scuola intitolata ai santi Giorgio e Trifone. A questa afferivano i confratelli di origine dalmata costituitisi in comunità al fine di tutelare la propria identità nazionale e gli  interessi dei soggetti che intrattenevano solidi rapporti economici, culturali, politici con la  Serenissima. La storia di queste relazioni, che ancora oggi sono rinnovate dai discendenti di quei confratelli, viene sinteticamente narrata in una delle schede dedicate dal sito.

La visita virtuale non solo consente di poter ‘attraversare’ i preziosi spazi della scuola ma  anche di poter conoscere lo straordinario e pressoché intatto patrimonio secolare d’arte custodito all’interno della sede.  Le immagini interattive ad alta definizione dei teleri di Vittore Carpaccio offrono l’opportunità di poter analizzare nel dettaglio i cicli dedicati alle storie di San Giorgio, San Trifone, San Girolamo, Agostino, e quelle di Cristo.  Al Carpaccio e alla storia della comunità dalmata sono pure dedicati altri contenuti disponibili tra le Info Utili.

Risorse regionali

Firenze e la Toscana

⇒ ex Polo Museale Fiorentino

Con la riorganizzazione delle strutture periferiche del MIBACT, la gestione del patrimonio documentale e bibliografico del polo museale fiorentino è in buona parte confluito negli istituti delle Gallerie degli Uffizi, Gallerie dell’Accademia, Museo Nazionale del Bargello e nel Polo Museale della Toscana.


  • | Firenze | Euploos  –  Gabinetto dei disegni e delle stampe – Galleria degli Uffizi 

Il progetto Euploos, programma di ricerca voluto dal Kunsthistorisches Institut in Florenz Max-Planck-Institut, dalla Scuola Normale Superiore e dalle Gallerie degli Uffizi, è indirizzato alla costruzione di un catalogo digitale del Gabinetto dei Disegni e Stampe. L’archivio digitale è disponibile online al portale Euploos.


Sotto la sua competenza sono state assegnate le sedi e le collezioni museali di Palazzo Pitti, Giardino di Boboli e le Gallerie degli Uffizi vere e proprie. Il portale dedicato, completamente riveduto ed aggiornato di recente,  consente l’accesso sia alle informazioni di base per la fruizione, i servizi aggiuntivi e gli eventi in calendario; sia agli Archivi digitali che, adesso, contengono tutte le informazioni e i rimandi ai cataloghi e alle banche.


Il sito web offre un interessante e sintetico panorama delle collezioni museali e consente di accedere al catalogo dei maestri e delle opere.


Afferiscono al sistema dei Musei del Bargello, oltre al Bargello vero e proprio, anche le Cappelle Medicee, Orsanmichele, Palazzo Davanzati e Casa Martelli. Il catalogo online è disponibile dallo stesso portale d’accesso degli archivi digitali dell’ex polo museale fiorentino.



Pur non consentendo l’accesso a un vero e proprio catalogo descrittivo, vale la pena segnalare la possibilità di accedere alle immagini relative alle opere conservate nella galleria, sala per sala,  per mezzo dell’Archivio digitale.

 

Banche dati e risorse elettroniche

in ordine alfabetico

E’ un database di risorse per l’archeologia e la storia dell’arte realizzato dall’INHA – Institut national d’histoire de l’art. Copre un arco di tempo compreso tra il 1910 e il 1972 collocandosi, in questo modo, a completamento dei due maggiori repertori dell’OpenBibArt.


  • ArtDiscovery Group Catalogue

Dal maggio 2014 sostituisce la piattaforma di artlibraries.net offrendo l’opportunità d’interrogare, attraverso unico portale, molti cataloghi di biblioteche e importanti istituti di ricerca storica artistica. La base OCLC WorldCat raggiunge un altissimo numero di records e metadati derivati dall’enorme patrimonio catalografico e bibliografico di collezioni e biblioteche, pubbliche e private, reso accessibile, peraltro, dal   WorldCat Central Index. L’ADGC si integra anche delle risorse di citazione di Kubikat e dei file legacy della BHA.


  • Benezit Dictionary of Artists

Assieme a Grove Art Online è la più importante risorsa dell’Oxford Art Online. Dal 1911 rappresenta una delle più complete compilazioni biografiche dedicate agli artisti. Come Grove Art Online, anche Benezit è accessibile previa sottoscrizione di un abbonamento.


Portale che rende accessibile la banca dati costruita sul censimento dei beni architettonici, artistici, storici e documentali delle diocesi italiane a cura dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI.


Si tratta della più importante e corposa banca dati dedicata alla Storia dell’Arte. Curata dal Getty Research Institute, è dal 2010 liberamente accessibile. Offre un’ampia copertura internazionale che va dal 1975 al 2007. Per le pubblicazioni successive al 2007 si consiglia la  International Bibliography of Art (IBA) associata alla piattaforma ProQuest ad accesso limitato agli abbonati o consentito a mezzo di registrazione e identificazione. Se utenti di servizi bibliografici universitari l’accesso all’Art and Architecture Archive è facilitato.


Si tratta di una piattaforma dedicata alla digitalizzazione di cataloghi di mostre ed esposizioni di arte italiana tenutesi dal 1850 al 1950.  Il portale offre l’opportunità di effettuare tre modalità di ricerca: bibliografica; per base dati e per dizionari.


Banca dati su piattaforma open access nella quale sono riversate le schede descrittive dei Beni Culturali catalogati in Italia. Frutto della interazione fra diverse le istituzioni deputate alla tutela e alla conoscenza del patrimonio artistico, archeologico, architettonico e ambientale dello Stato, per mezzo dell’ICCD sono rese disponibili, ad oggi, circa 800.000 schede e immagini.


Sono circa 15.000 i manoscritti già disponibili in digitale dell’enorme e prestigioso patrimonio della Biblioteca Apostolica Vaticana. Il progetto è promosso dalla  Biblioteca assieme all’associazione Digita Vaticana Onlus.   La consultazione è liberamente accessibile dalla piattaforma DVL (DigitVatLib)


Grove Art Online – Oxford University

Versione digitale del The Dictionary of Art (36 volumi dal 1996), non è una risorsa open access. Sottoscrivendo l’abbonamento è possibile accedere a oltre 45.000 articoli, 15.000 voci di soggetto, 22.000 biografie, 7.000 studiosi da tutto il mondo e relative bibliografie aggiornate. Oltre 50.000 tra immagini e link fotografici. La banca dati è aggiornata almeno tre volte l’anno; permette ricerce simultanee e consente pure il collegamento ad altre risorse digitali Oxford University Press: The Oxford Companion to Western Art, Encyclopedia of Aesthetics, The Concise Oxford Dictionary of Art Terms. La piattaforma di collegamento è raggiungibile anche alla pagina Oxford Art Online.


Catalogo bibliografico unico, specializzato in citazioni,  rilevamento e spoglio da monografie, opere collettive, periodici e atti di convegni. Raccoglie records provenienti dalla catalogazione bibliografica operata dal Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck Institut di Firenze, dal Zentralinstitut für Kunstgeschichte, Monaco di Baviera, dal Deutsches Forum für Kunstgeschichte di Parigi, dal Bibliotheca Hertziana – Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte di Roma.


Si tratta di un catalogo open-access che fa capo al INIST-CNRS – Institut de l’Information Scientifique et Technique con sede a Parigi. Consente di accedere ai repertori di storia dell’arte compilati dal CNR francese:

  • Répertoire d’Art et d’Archéologie (1973-1990), per una copertura che va dal 1972 al 1989 per 208.000 referenze bibliografiche;
  • Bibliographie d’Histoire de l’Art ( 1991-2008), per una copertura che va dal 1990 al 2007 per 401,523 referenze bibliografiche, confluita assieme al RILA nel portale unificato curato dal Getty Research Institute.

Rappresenta il punto di accesso alle due risorse maggiori della Digital Oxford University Press: Grove Art e Benezit- Dictionary of Artists. I servizi sono offerti previa sottoscrizione di un abbonamento. Gli utenti degli istituti e biblioteche universitari potrebbero godere dell’accesso facilitato previa autenticazione alle banche dati e risorse elettroniche del proprio ateneo.


Una delle più importanti piattaforme al mondo di storia dell’arte. Si avvale del contributo di oltre 200 storici e specialisti che condividono e rendono pubblicamente fruibili risorse, documenti, immagini e database. La storia dell’arte universale è raccontata attraverso video e scritti privilegiando un linguaggio semplice e destinato al grande pubblico. I contenuti vengo supervisionati e editati da editor  e collaboratori esterni.


Magister Giotto a Venezia

alla Scuola Grande della Misericordia dal 13 luglio al 5 novembre 2017

 

Si apre oggi  al pubblico, alla Scuola Grande della Misericordia, la grande e innovativa esposizione dedicata a Giotto.  Si tratta di un importante progetto multimediale ideato e promosso da  Cose Belle d’Italia – Media Entertainment, gruppo imprenditoriale attivo nella valorizzazione, promozione del made in Italy e creazione di format per il grande pubblico. L’occasione è il 750° anniversario della nascita del grande maestro toscano per il quale sono stati coinvolti – oltre a grandi esperti come Alessandro Tomei (Università di Chieti), Serena Romano Gosetti di Stummerck (Università di Losanna), Giovanni Pisani (MIUR) e Stefania Paone (Universita della Calabria) – anche l’astronomo Cesare Barbieri. La direzione artistica è stata affidata al regista e autore Luca Mazzieri; quella esecutiva all’architetto Alessandra Costantini. La voce narrante è di Luca Zingaretti. Le musiche di Paolo Fresu.

Il percorso si snoda sui due piani della Scuola Grande. Pannelli fotografici e proiezioni in alta definizione, in scala 1 : 1, e di grande impatto emozionale, si accompagnano a musiche e narrazioni che il visitatore può ascoltare in cuffia. Il tutto per offrire un’esperienza dinamica e partecipativa utile, secondo gli ideatori, a far comprendere la straordinaria vicenda giottesca in Italia.

Le sette sezioni di cui si compone cominciano con un’istallazione d’effetto. Un grande crocifisso rosso, ribaltato, al centro della vasta navata centrale della Scuola, estrapolato, chiaramente, dal noto affresco assisiate del Presepe di Greccio: introduzione drammatica allo spettacolo giottesco che continua al primo piano con la proiezione delle immagini prese dagli affreschi di Assisi, Padova e Firenze; i crocifissi e le tavole, restituite su supporti che ne simulano efficacemente dimensioni e materiali; grafiche che ricostruiscono programmi compositivi e distributivi delle immagini nei contesti originari. Una serie di epifanie giottesche che stimolano all’osservazione attenta dei particolari nel generale.

Risultati immagini per magister giotto venezia misericordia

Non un semplice carosello di quadri e fotografie ma una pluri-dinamica apparizione di immagini di opere, extra-contesto, ma collazionate quasi a costruire una didattica partecipativa attorno, e non solo di fronte, all’osservatore. Una forma evoluta e scientificamente costruita, di esperienza performativa, sostanziata – come tengono a dire i curatori – di spettacolo, conoscenza, allestimento. Elementi questi su cui si è costruita una interessante sperimentazione che impone al visitatore di partecipare a una coreografia indotta dallo stesso svolgersi del progetto espositivo.

Luca Mazzieri ha voluto proporre, con questo evento, una possibilità e uno strumento di conoscenza offrendo a un pubblico più vasto, internazionale, in una città internazionale, un maestro che, di fatto, è un brand italiano nel modo come lo è pure Venezia.

Giotto senza le opere originali di Giotto; Giotto con le immagini di Giotto: ovvero, un invito all’indagine; a intraprendere possibili itinerari nella vicenda artistica e umana del grande pittore, e pure, nell’Italia intesa come terra di innovazione culturale ed estetica. Seducendo il visitatore con espedienti scenografici; portandolo ad attraversare le vie teologiche e spirituali dell’iconografia; calandolo, col racconto e la musica, nel contesto storico; proiettandolo a una sua rilettura contemporanea. Da qui l’interessante collegamento a figure di contorno, contemporanee al Maestro e niente affatto marginali: come quell’Alberto da Padova – agostiniano che andrà poi ad insegnare a Parigi – di cui, Giuliano Piasani ne ha rintracciato il rapporto con l’impresa della Cappella degli Scrovegni. Oppure il riferimento alla cometa di Halley – rappresentata nell’Adorazione dei Magi – di cui Cesare Barbieri ne intesse un racconto incentrato sul tema del tempo, dello spazio e della ciclicità delle esperienze umane.

Risultati immagini per magister giotto

Meno di un’ora è necessaria per intraprendere questo viaggio. Un tempo circoscritto e stabilito a monte, nel progetto stesso, utile per regalarsi – a detta del regista dell’impresa – una catartica pausa dallo stress veneziano: un momento di ordine e riflessione, approfondimento e godimento ‘immaginifico’.

Ora attendiamo la reazione del pubblico. Perché fa un certo effetto questo Giotto a Venezia che racconta del Giotto, vero e autentico, che si trova a pochi chilometri da questa città ormai take away. Una città con cui, peraltro, pare che il grande pittore non abbia avuto proficui e amorevoli rapporti, per quanto in quello straordinario Giudizio Universale degli Scrovegni si senta odore di laguna. Eppure un qualche seguito si ebbe.

Che non si tratti solo di didattica, questo pare evidente.  Come pure sia legittimo per alcuni – ma siamo solo al primo giorno di apertura – avvertire il sospetto di trovarsi di fronte a una curatissima e raffinata operazione di marketing destinata – e qui il binomio Giotto-Venezia è certamente vincente – a essere parecchio vendibile all’estero. Non ci sarebbe nulla di male. Attenzione. Costa molto, molto meno che esporre i veri Giotto.  E per i veri Giotto le gite all’estero non sono proprio salutari.

Risultati immagini per giotto cometa

Mi piace pensare che siamo di fronte a una forma evoluta di fruizione delle immagini. Le nuove tecnologie consentono una lettura del dettaglio e dell’insieme che ad occhio nudo, nel luogo vero, sarebbe impossibile per un comune visitatore. E poi, un’operazione come questa, permette di concentrare in un unico spazio un catalogo di immagini collocate in luoghi distanti, geograficamente e, aggiungo, culturalmente e storicamente.

Si perde il senso del luogo. Ovvero, non vi sono i luoghi delle immagini, fatte per quei determinati luoghi. Per quanto virtualmente ricostruibili.  Il riferimento qui, chiaramente, è per le pitture murali. E il pericolo di indurre a fuorvianti letture è molto alto.  Perché manca il contesto, lo spazio e il tempo necessario per attraversare la città, la via che conduce all’edificio; varcare la soglia del contenitore per incontrare il contenuto: per ‘subire’ la sua epifania; per capire il suo svolgersi; per immergersi nella narrazione. Che obbliga l’osservatore, nel caso di Giotto, a percorsi longitudinali, diagonali, trasversali, oppositivi, verticali, tra le scene, i soggetti, i gesti, i passaggi, le linee delle cornici: tra chi guarda e ciò che si manifesta in forme; nei riquadri, nella scansione dello spazio contenitore.

Risultati immagini per cappella scrovegni

Giustamente, dalle pagine del Corriere della Sera di ieri, la storica dell’arte Serena Romano – coinvolta anch’Essa, come dicevamo, nel progetto – sottolinea la diffusa incapacità degli specialisti di rapportarsi a un pubblico più vasto: il grande pubblico che ha desiderio di conoscere e di accedere all’arte. La divulgazione è cosa seria e richiede preparazione scientifica e metodo. Accuratezza e criterio filologico. E tecnica adeguata: conformata al target di pubblico, necessariamente individuato e considerato nelle sue esigenze, al quale si propone un’operazione di questo tipo.

Francamente non credo che “uno dei futuri possibili” (virgolettato nell’articolo di cui sopra) possono essere queste ricostruzioni: condivido tuttavia il loro potenziale comunicativo; la loro forza drammaturgica, la spettacolarizzazione che certamente è accattivante e suscita stupore, genera curiosità, e forse – ma dovremmo essere in un mondo meno turisticamente massificato, globalizzato e commerciale – forse può suscitare l’interesse verso le opere originali. Ma questa è cosa più da cinema che da storia dell’arte. E in ciò non v’è nulla di condannabile, se si declina a documentare, comunque, una storia. Il pericolo, qui, è l’interpretazione proposta.

E se partissimo dagli originali e dai loro originari contenitori? Se, in altre parole, le opere d’arte – o meglio le loro immagini, ad alta definizione, stampate su supporti capaci di imitare quelli veri, tornassero nei luoghi per le quali furono ideate, pensate, composte, inserite, viste: quando furono realizzate e anche dopo? Se, invece, o magari pure, riportassimo le grandi tavole, i grandi crocifissi di Giotto nelle cappelle di quelle chiese che ne furono spogliate?

A Venezia operazioni intelligentissime di questo genere sono state fatte per alcuni dei luoghi più straordinari della città. Luoghi che, ‘abitati’ da quelle immagini per secoli, hanno avuto un ruolo fondamentale e straordinario per l’identità e la cultura della società nelle varie epoche. Luoghi di immagini che hanno contribuito agli sviluppi dell’arte e dello stesso modo di immaginare, fruire e fare i luoghi stessi. Contribuendo alla definizione dei caratteri propri e peculiari del cittadino del luogo.

Al refettorio del monastero di san Giorgio Maggiore, opera somma di Andrea Palladio, la grande e straordinaria Cena delle nozze di Cana di Paolo Veronese è tornata. Non l’originale, esposta ancora oggi  al Louvre nella stessa sala e di fronte alla Gioconda di Leonardo: offesa dai criteri museologici e dalle spalle delle folle di cacciatori di sefie. A San Giorgio, la parete di fondo del refettorio di Palladio si è nuovamente completata della sua immagine necessaria, di quella cena di Veronese di cui è stata stampata la fotografia ad alta definizione e a grandezza naturale che, oggi, di nuovo, completa un ragionamento spaziale, compositivo, scenografico e iconografico senza pari.

Cenacolo Palladiano

Alla Scuola Grande di San Marco,  nella sala dell’Albergo, sono ritornati i teleri di Bellini, Mansueti e Bordon, tutte riproduzioni anche queste, degli originali esposti tra le Gallerie dell’Accademia a Venezia e quelle di Brera a Milano. Risultato: che nella stessa città, è possibile vedere e studiare gli originali esposti nella sala della chiesa della Carità delle Gallerie – conservati con cura ma quasi invisibili agli occhi dei più – mentre alla Scuola possiamo godere della ‘verità’ delle immagini nel luogo originario: immagini che completano, anche qui, un ragionamento spaziale interno; ma che dialogano con il mondo esterno, la città, il Mediterraneo. E speriamo che presto tornino i teleri di Tintoretto!

Risultati immagini per sala albergo scuola san marco

Insomma, Magister Giotto è certamente un grande e importante evento. Spettacolare, emozionale, sensoriale. Un evento che avvicina e che può stimolare la curiosità, può generare la necessità di cercare, poi, quello autentico. Ma il suo pubblico di stranieri stressati dal caos veneziano, lo farà? e lo faranno quelli delle città del modo in cui questa mostra, verosimilmente, andrà in tournée?

Come afferma Tomei, dalle stesse pagine del Corriere, nulla restituisce però l’emozione di entrare nella Cappella degli Scrovegni.

Quella vera.

 

 

La Fondazione Terra d’Otranto_

 

Attiva ormai da diversi anni, la Fondazione Terra d’Otranto rappresenta una delle organizzazioni più dinamiche nel panorama culturale della Puglia. Voluta fortemente da Marcello Gaballo – medico, grande cultore di storia salentina, curatore ed editore appassionato – ha al suo attivo diverse manifestazioni e un’eccezionale e vasta produzione editoriale che spazia dalla pubblicazione di monografie – spesso in collaborazione con università e istituti ecclesiastici – ai periodici, fino al web.  Di certo tra gli obiettivi principali della Fondazione  vi è quello di contribuire a stimolare la conoscenza e lo studio dell’enorme patrimonio ambientale, storico, sociale, antropologico ed artistico dell’antica Terra d’Otranto. La scelta dell’intestazione, a scapito del più consueto utilizzo dell’equivalente Salento, si dimostra come un chiaro indizio dell’apertura a geografie più ampie e storicamente accettate, allargando l’interesse verso territori considerati oggi, a torto, cosa altra dal Salento attuale: come la terra jonica settentrionale fino a Matera; l’intera provincia di Taranto – specie per il settore istmico e meridionale – e, naturalmente il Brindisino, ovvero il cosiddetto Alto Salento. Ciò contribuisce ad allargare le prospettive di osservazione e di studio, consentendo di diffondere soggetti ed aspetti della cultura territoriale noti spesso solo agli specialisti.  Fine questo considerato prioritario dall’Organizzazione. Altro importante obiettivo è quello di costruire una rete di studiosi e conoscitori, locali e non, e di stimolare il dibattito culturale nel territorio e sul territorio sostenendo nuovi approcci e percorsi di ricerca.  Cosa questa che si arricchisce dell’apporto importante di giovani collaboratori e corrispondenti, spesso outsider dell’università italiana, ma provvisti di esperienza e preparazione scientifica adeguata .

Un sodalizio ben costruito quello della Fondazione che sta facendo sempre più di Nardò uno dei centri culturali più dinamici nel meridione italiano.  Qui si stanno attuando sinergie eccezionali tra privato e pubblico: la Fondazione collabora, fin dagli inizi, con la Diocesi di Nardò-Gallipoli che, a sua volta, ha da tempo avviato  un altrettanto vasto programma editoriale e di valorizzazione. Il 7 giugno di quest’anno, infatti, è stato inaugurato il Museo Dioecesano di Nardò che si aggiunge a quello di Gallipoli: espressioni entrambi della grandissima attenzione rivolta dagli episcopati salentini alla tutela e diffusione dell’ingente e spesso sconosciuto patrimonio artistico ecclesiastico locale. La Fondazione per parte sua, ha contribuito alla pubblicazione di interessanti studi sulla Cattedrale, la chiesa neretina delle origini e altri complessi ecclesiastici del territorio, offrendo dunque importanti ed inediti momenti di condivisione e divulgazione storica. Congedo – la più importante ed attiva casa editrice del Salento – si è fatta fin da subito strumento e medium aggiungendo al proprio catalogo molti titoli proposti sia dalla Fondazione che dalla Diocesi. E tutto ciò, naturalmente, è destinato a contribuire a quel fermento di studi che da più di un decennio fanno della Puglia una delle regioni più indagate e studiate nel panorama italiano. Il tutto a vantaggio di quanti saranno in grado di cogliere le opportunità offerte da un tale impegno in termini di diversificazione delle forme di valorizzazione, creazione di circuiti d’eventi, itinerari.

Risultati immagini per stemma terra d'otranto

La Fondazione si presenta pure con un interfaccia web sempre aggiornata e ricca di rubriche, link utili e notizie editoriali. Il sito costituisce certamente il suo migliore strumento di comunicazione, divulgazione e promozione. Dal menù, nella sezione spigolature salentine , è possibile infatti trovare parecchi articoli curati dai collaboratori di cui si avvale la Fondazione, ordinati per soggetti e macroaree di interesse. Al dinamismo dell’ambiente digitale (a cui si accompagna anche una pagina in facebook) fa da controcampo la pubblicazione della rivista cartacea ormai prossima alla VI uscita annuale. Il Delfino e la mezzaluna – questo il titolo della testata – è  destinata a divenire una voce importante nel panorama delle pubblicazioni inerenti il territorio. Pur non essendo ancora stata inserita negli elenchi ANVUR quale titolo di valenza scientifica riconosciuta, scorrendo gli indici dei numeri pubblicati è facile rendersi conto che molti contributi presentano carattere di originalità, rigoroso approccio metodologico e, di sicuro, potenziale d’impatto ai fini della progressione della ricerca. L’intento di allargare ulteriormente la platea delle collaborazioni rimane uno dei principi fondamentali della Fondazione: il nuovo direttore Alessio Palumbo – che da quest’anno succede a Pier Paolo Tarsi al quale si deve, come pure a Marcello Gaballo, l’ideazione dell’impianto rubricale – si propone di definire ulteriormente la struttura e i parametri editoriali portando la rivista ad assumere una forma scientifica adeguata senza, tuttavia, tralasciare la mission divulgativa e partecipativa che l’ha caratterizzata fino ad oggi ma servendosi, come già è stato fatto, comunque, di referee esterni a cui affidare la revisione dei saggi sottoposti alla valutazione.

Risultati immagini per stemma terra d'otranto

Della Fondazione Terra d’Otranto non colpisce tanto la sua struttura, l’ambito e l’esercizio dei suoi interessi,  i suoi canali di comunicazione – cose comuni, se vogliamo, a molti altri soggetti simili altrove, in Italia – quanto il fatto che ancora ad oggi essa costituisca un rarissimo e delicato esempio di mecenatismo e sostegno privato nella Regione e forse nel Meridione intero. La prolungata sordità delle amministrazioni ed enti locali cozza, paradossalmente ed anacronisticamente, con la straordinaria vitalità  culturale che agita il territorio pugliese. Il Salento, da questo punto di vista, ha sempre avuto un ruolo  importante ma, da sempre, le donne e gli uomini facenti cultura nel Salento, non hanno potuto accedere facilmente al sostegno del pubblico e, ancora più raramente, di quello dei più importanti e radicati soggetti finanziari e imprenditoriali. I quali, tuttavia, come dicevamo, trarrebbero benefici straordinari dalla valorizzazione e fruizione di quelle ricchezze che – senza lo studio e la loro divulgazione – difficilmente si trasformeranno in prodotto, indotto e turismo consapevole. Se è vero che la Regione Puglia è tra le più attente e sensibili a livello nazionale, un ulteriore sforzo andrebbe rivolto alla costruzione di piani di progetto condivisi, al potenziamento delle sinergie e al coordinamento delle realtà migliori del territorio. Forse è il caso che anche le Università si aprano maggiormente ai soggetti privati del territorio, cogliendo e  contribuendo di più al radicamento e alla partecipazione pubblica e orizzontale. Perché ad impegnarsi al coinvolgimento nello studio e valorizzazione dei beni e delle risorse storiche del territorio possono avvantaggiarsi i molti giovani che ‘entrano’ nella disoccupazione dopo la laurea. Occorre sprovincializzare e sprovincializzarsi: il potenziale è davvero significativo. In vista soprattutto di importanti eventi trainanti come Matera 2019. Ciò che sta avvenendo a Nardò è eccezionale: occorre far rete.

Risultati immagini per nardò piazza salandra

 

 

 

 

 

TINTORETTO | ‘500 corso speciale 4, 5, 6 dicembre

Jacopo Robusti nasce nel 1519 a Venezia, dove giovanissimo inizia a dipingere e dove chiuderà nel 1594 la lunga e prolifica carriera.

La sua vasta produzione pittorica è strettamente legata alla città. Lavora instancabilmente, accettando commissioni da scuole piccole e grandi, da confraternite e da cittadini, prima di giungere ai grandi incarichi pubblici e alla ritrattistica di dogi e senatori della Repubblica. Con l’eccezione di un breve soggiorno a Mantova, non si allontana mai dalla laguna. Eppure la complessità progettuale delle sue tele ci restituisce un professionista non soltanto versatile, ma anche aggiornato sul vivace confronto apertosi tra gli artisti presenti in laguna a partire dagli anni trenta del Cinquecento.  Un contesto che vede pittori, scultori, letterati, architetti e trattatisti come Francesco Salviati, Tiziano Vecellio, Jacopo Sansovino, Sebastiano Serlio, Giorgio Vasari e Pietro Aretino.


In occasione delle celebrazioni per il cinquecentenario della nascita di Jacopo Tintoretto,  ItinerArte organizza un corso speciale finalizzato allo studio della storia e della cultura artistica veneziana al tempo del Maestro.

Il Cinquecento, il secolo del Rinascimento maturo, attraverso i suoi testimoni, le voci, le immagini del tempo.

3 appuntamenti | 3 docenti, specialisti di storia dell’arte

10 ore complessive di corso, alle Gallerie dell’Accademia, in aula e in itinere

La storia raccontata dagli studiosi con un linguaggio accessibile e metodi partecipativi ed inclusivi. Nei luoghi della storia e di fronte alle opere d’arte.

Un’occasione unica, un’importante attività formativa, in concomitanza con la grande mostra a lui dedicata a Venezia, a Palazzo Ducale e alle Gallerie dell’Accademia.

coordinamento: Domenico Salamino


4 dicembre                                 lezione alle Gallerie dell’Accademia | 4 ore

La pittura rinascimentale a Venezia e il giovane Tintoretto. Temi, generi e iconografie

docente: Domenico Salamino

5 dicembre                                                                       lezione itinerante | 3 ore

Temi religiosi nella Venezia del Cinquecento: Tintoretto nelle chiese di San Cassiano, San Polo e nella Scuola Grande di San Rocco

docente: Ester Brunet

6 dicembre                                                                        lezione in aula | 3 ore

Tintoretto e l’architettura. Contesti, scene, rappresentazioni

docente: Paola Placentino

Venezia tra età gotica e rinascimentale

Corso di Storia dell’Arte in collaborazione con Istituto Venezia, Scuola di lingua e cultura italiana
15 ore, dal lunedì al venerdì

 

In età gotica Venezia vive uno dei suoi periodi più straordinari. Superata la fase veneto-bizantina non senza strascichi significativi sul piano politico, diplomatico ed economico, la Serenissima guarda sempre più a Occidente, all’Europa non dimenticando, però, di consolidare e rafforzare le relazioni con l’Oriente. Se in campo architettonico si assiste all’esplosione della linguistica gotica grazie, peraltro, all’apertura degli importanti cantieri civili come quello del Palazzo Ducale e dell’Arsenale, e religiosi, come quello delle grandi basiliche dei Frari, dei SS. Giovanni e Paolo , di Santa Maria dei Servi e molti altri ancora, in ambito pittorico si verifica un sincretismo linguistico che sfocierà nell’opera di grandi maestri come Paolo Veneziano. La tradizione bizantina suggestiona fino a oltre la metà del secolo XV.  Eppure, anche a Venezia, il ‘nuovo’ seppur in forme diverse affiora con caratteri propri e orgogliosamente determinati. Esiti e novità di lunghi processi formativi fino al Rinascimento.

 


programma
  • Lun. Lezione introduttiva. 9.30 a Scuola
    ● Mart. La città in età rinascimentale e Piazza San Marco
    ● Merc. Palazzi e chiese nell’area di Rialto
    ● Giov. Le immagini religiose: dipinti devozionali e le pale
    ● Ven. I teleri di Gentile e Vittore alle Gallerie dell’Accademia.

 

info e costi: Istituto Venezia 


richiedi altre informazioni




Venezia e Bisanzio: città e architettura

Corso di Storia dell’Arte in collaborazione con Istituto Venezia, Scuola di lingua e cultura italiana 
15 ore, dal lunedì al venerdì

 

Le relazioni con Bisanzio segnano la storia veneziana fin dalle origini. Gli insediamenti, sorti per necessità, si formeranno nel tempo adottando funzionalmente ed ideologicamente anche principi orientali. Con la IV Crociata, Venezia legittimerà il suo ruolo di nuova Costantinopoli, conferendo ulteriore sostanza e prestigio al suo vestirsi da Bisanzio. La Basilica di San Marco, come una nuova SS. Apostoli o Santa Sophia, si confermerà dunque quale tempio,  fulcro dell’identità veneziana. Ma è l’intera città-capitale a subire una riformulazione estetica: a partire dalla Piazza, già prima della Crociata e ancora dopo, nei secoli sempre epifania di quel legame imperiale.

Dalla struttura urbana alla chiesa, dal palazzo alla casa e al fondaco: questo corso intende considerare l’influsso e le suggestioni bizantine nella costruzione della città di Venezia e nell’affermazione dei suoi modelli.

programma

 

  • Lun. Lezione introduttiva.
    ● Mart. La Basilica di San Marco.
    ● Merc. Torcello.
    ● Giov. Il Museo dell’Istituto Ellenico.
    ● Ven. Paolo Veneziano. I dipinti a San Pantalon e alla Accademia.


info e costi: Istituto Venezia


 

Richiedi informazioni




Venezia e le comunità straniere

Corso di Storia dell’Arte in collaborazione con Istituto Venezia, Scuola di lingua e cultura italiana
15 ore, dal lunedì al venerdì

 

docente: Domenico Salamino


programma

Lun. Lezione introduttiva a Scuola. Venezia e gli stranieri.
mart. La comunità dei Greci.
merc. La comunità degli Armeni
giov. I tedeschi e i Turchi.
ven. Itinerario tra San Polo e Rialto.


iscrizioni e costi: Istituto Venezia

RICHIEDI INFORMAZIONI




Le immagini che abitano l’architettura. II, secc. XVI – XIX

Corso di Storia dell’Arte in collaborazione con Istituto Venezia, Scuola di lingua e cultura italiana
15 ore, dal lunedì al venerdì

 

docente: Domenico Salamino


programma

lun. Architettura. decorazione e figura. Lezione introduttiva a scuola.
Mart. La Basilica della Salute e la Punta della Dogana.
Merc. Palladio – Veronese – Tintoretto: La basilica di San Giorgio Maggiore.
Giov. Veronese e la chiesa di San Sebastiano.
Ven. Tintoretto e la Scuola di San Rocco.


iscrizioni e costi: Istituto Venezia

RICHIEDI INFORMAZIONI




Le immagini che abitano l’architettura. I. secc. XIII – XV

Corso di Storia dell’Arte in collaborazione con Istituto Venezia, Scuola di lingua e cultura italiana
15 ore, dal lunedì al venerdì

 

docente: Domenico Salamino


programma della prima settimana

lun. Architettura. decorazione e figura. Lezione introduttiva.
mart. Piazza San Marco. Architettura e immagini XIII-XV sec.
merc. La Basilica di San Giovanni e Paolo.
giov. Itinerario nel sestiere di Santa Croce e San Polo.
ven. Itinerario nel sestiere di San Marco.


iscrizioni e costi: Istituto Venezia

RICHIEDI INFORMAZIONI




 

Venezia, il Mediterraneo e l’Oltralpe: la pittura

Corso di Storia dell’Arte in collaborazione con Istituto Venezia, Scuola di lingua e cultura italiana
15 ore, dal lunedì al venerdì

 

docente: Domenico Salamino

A partire dall’età gotica, dopo il crollo dell’Impero Latino di Costantinopoli, Venezia inizia a tessere relazioni importanti con i paesi del Nord Europa. Nel ‘400 queste avranno conseguenze significative anche per la produzione pittorica.  La presenza di comunità straniere e lo sviluppo del sistema delle Scuole contribuiranno notevolmente alla circolazione di modelli, iconografie e, naturalmente, artisti.  Venezia si comunicherà al mondo come fulcro dei contatti tra Mediterraneo e Continente.


programma

Lun. Lezione introduttiva
Mart. Le collezioni della Ca’ D’Oro.
Merc. Venezia e il Nord al Museo Correr.
giov. Venezia e il Nord nel ‘500 alle Gallerie dell’Accademia.
Ven. Itinerario nelle chiese di San Polo e Dorsoduro.


 

iscrizioni e costi: Istituto Venezia

RICHIEDI INFORMAZIONI




 

Venezia e il Mediterraneo: dalla città al mosaico

Corso di Storia dell’Arte in collaborazione con Istituto Venezia, Scuola di lingua e cultura italiana
15 ore, dal lunedì al venerdì

 

docente: Domenico Salamino

Tra XI e XIII secolo Venezia vive una delle sue stagioni fondamentali. La città e le sue architetture diverranno il manifesto dell’ascesa di una comunità che si fa Stato. Le relazioni con Bisanzio e l’uso dei linguaggi orientali caratterizzeranno una produzione artistica portata ai massimi livelli: immagini della nuova identità dei Veneziani.

programma

Lun. Lezione introduttiva in aula.
Mart. I mosaici di San Marco.
Merc.. Il museo del tesoro di San Marco.
Giov. Itinerario nei Sestieri di San Polo e San Marco.
Ven. Il museo delle icone e la comunità dei Greci a Venezia


iscrizioni e costi: Istituto Venezia

RICHIEDI INFORMAZIONI




 

La Sicilia: incroci di civiltà dall’Antichità all’età moderna

Viaggio – Studio:  22 – 30 Agosto 2018
Progetto a cura di Domenico Salamino, Ph.D.

 

Al centro del Mediterraneo, da sempre ponte tra culture e sintesi di civiltà. Tra Oriente e Occidente, tra Sud e Nord, la Sicilia è la meta del viaggio – studio 2018.

Pensato e organizzato in collaborazione con Istituto Venezia, Scuola di Lingua e Cultura Italiana per Stranieri, il progetto nasce in seno all’insegnamento di Storia dell’Arte i cui programmi di corso, da qualche anno, si sono arricchiti di importanti esperienze didattiche e partecipative svolte non solo a Venezia ma anche in altri centri italiani.

L’obiettivo è principalmente quello di offrire l’opportunità di conoscere, approfondire e partecipare alla cultura, alla storia, alla lingua e all’ambiente fisico e sociale di specifici contesti regionali italiani. Per questo motivo il viaggio studio è destinato anche a cittadini italiani desiderosi di confrontarsi e farsi interpreti della propria cultura, relazionandosi con cittadini stranieri amanti dell’Italia, del suo eccezionale patrimonio culturale e della sua popolazione.

Dopo la straordinaria esperienza fatta in Puglia nel 2017, quest’anno è dunque la volta della Sicilia. Ciò che si propone è l’opportunità di un itinerario che vuole essere un’indagine sulle possibili varianti della contaminazione e dell’osmosi. Sul tema della fusione di culture e dell’emergere di espressioni uniche ed originali.

Il territorio e la gente del territorio, che lo forma e gli conferisce un’identità.

L’osservazione dell’ evolversi del paesaggio urbano che della storia è forma: la città e l’architettura dai Greci ai Normanni: le tradizioni locali e la memoria dell’Antico. L’influenza determinante della cultura araba e il passaggio al nuovo, fino all’esplosione barocca.

La Sicilia di ieri e quella di oggi.

Un viaggio di gruppo al centro del quale vi è un corso di storia dell’arte: lezioni tematiche in itinere, non in aula ma nei luoghi individuati per sviluppare i percorsi tematici prescelti. Le giornate prevedono esperienze di conoscenza delle realtà archeologiche, paesaggistiche, urbane, architettoniche e artistiche attraverso la visita a siti di interesse, città, edifici e collezioni d’arte.

Tutti i corsisti partecipanti avranno a disposizione un kit contenente i materiali messi a disposizione del Docente: dispensa, bibliografia, corredo iconografico, sitografia e ogni altra informazione utile allo svolgimento del corso.

L’offerta di un pacchetto completo di sistemazione in hotel di livello in regime B&B (pernottamento + colazione), consentirà di operare meglio sia dal punto di vista della logistica – tutti gli hotel sono in città e/o in zone servite dai mezzi di trasporto – che degli spostamenti. L’utilizzo di un bus con autista esclusivo permetterà di raggiungere le tappe del viaggio adattando la tempistica alle esigenze di programma.

Per i partecipanti che partiranno da Venezia e per gli iscritti all’Istituto Venezia, la settimana precedente al Viaggio Studio verrà svolto un incontro orientativo presso la sede della Scuola.


programma generale

 

  • 1° giorno PALERMO                                                                            22 Agosto, mercoledì 

Arrivo dei partecipanti a PALERMO e trasferimento a propria cura presso l’Hotel e sistemazione nelle camere riservate. Serata e Cena libera. Pernottamento.

  • 2° giorno PALERMO                                                                                   23 Agosto, giovedì

Potere e splendori arabo normanni di una grande capitale mediterranea. La città, le chiese, i palazzi.

  • 3° giorno MONREALE e CEFALÙ                                                      24 Agosto, venerdì

 Le città del re e le trionfanti cattedrali

  • 4° giorno SEGESTA e PIAZZA ARMERINA                                 25 Agosto, sabato

Dentro l’Isola millenaria: la città greca i suoi templi e il teatro; gli straordinari mosaici della Villa del Casale

  • 5° giorno CATANIA                                                                                26 Agosto, domenica

Ai piedi del Vulcano, dalla città antica agli splendori del Barocco

  • 6° giorno SIRACUSA                                                                                   27 Agosto, lunedì

I Greci in Occidente, la città antica. Ortigia millenaria

  • 7° giorno MODICA e NOTO                                                                   28 Agosto, martedì

Città e baronie della Val di Noto. Il nobile barocco della ricostruzione

  • 8° giorno ACIREALE, ACITREZZA e TAORMINA            29 Agosto, mercoledì

I territori della memoria. Le romantiche visioni antiche

  • 9° giorno CATANIA – RIENTRI                                                             30 Agosto, giovedì

 

Venti giorni prima della partenza saranno comunicati il programma dettagliato e le informazioni utili.

Il programma, corredato di date e orari, potrà essere oggetto di variazione in funzione di condizioni contingenti e determinanti.


QUOTE DI PARTECIPAZIONE*

 

per 25 ISCRITTI minimo: 

  • sistemazione in camera doppia:                          EUR     1700,00 per persona
  • sistemazione in camera singola:                         EUR     2100,00 per persona

 

da 26 a 30 ISCRITTI massimo:

  • sistemazione in camera doppia:                          EUR     1600,00 per persona
  • sistemazione in camera singola:                         EUR     2000,00 per persona

 

  • la QUOTA COMPRENDE: Servizi di Bus G.T. con autista esclusivo in servizio a programma; n. 8 pernottamenti in Hotel 4 stelle in regime di BB (pernottamento e prima colazione); Corso di Storia dell’Arte e Civiltà con docente esclusivo curatore dell’evento; materiali didattici forniti dal Docente e dalla Scuola; ingresso a monumenti, chiese, musei e aree archeologiche come da programma; spese di segreteria e gestione; assicurazione studente.
  • La QUOTA NON COMPRENDE: A/R per e dalla Sicilia (arrivo a Palermo; partenza da Catania); transfer A/R non previsti dal programma; pranzi e cene; servizi aggiuntivi di camera; tutto quanto non espressamente esplicitato nella voce ‘la Quota comprende’.

sola PREISCRIZIONE senza alcun versamento di quota

per il raggiungimento del numero minimo di 25 iscritti:

dal 02 al 06 aprile 2018

VERSAMENTO DI metà DELLA QUOTA (preiscrizione definitiva)*:

dal 26 aprile 2018

ISCRIZIONE DEFINITIVA E SALDO*:

entro il 11 giugno 2018

*la cancellazione della preiscrizione entro 30 giorni prima della scadenza dell’iscrizione definitiva (11 giugno 2018) comporta un rimborso a favore dello studente del 70% dell’importo versato. La rinuncia al viaggio studio, entro 30 giorni prima della partenza (22 agosto 2018) comporta un rimborso a favore dello studente 50%; da 29 a 15 giorni prima della partenza, del 30%; da 14 a 7 giorni prima della partenza, del 15%; da 6 a 1 giorno prima della partenza nessun rimborso.


 iscrizioni:

Rio Terà Canal, 3116/a, 30123 Venezia VE


RICHIEDI INFORMAZIONI