Archeologia e Topografia del Pellegrinaggio tra Oriente e Occidente
CORSO DI AGGIORNAMENTO PER GUIDE TURISTICHE ABILITATE
Autorizzato con Decreto Ministeriale prot. n. 59920 del 23/04/2026
10 moduli | 20 ore
Inizio del corso: novembre 2026
Ente Erogatore: Fondazione Campus Studi per il Mediterraneo | AIT
DESCRIZIONE DEL CORSO
Il corso di aggiornamento “Vie della Fede e Forme dell’Arte, Archeologia e Topografia del Pellegrinaggio tra Oriente e Occidente”, propone un percorso formativo di alto profilo dedicato all’analisi storica, archeologica e storico-artistica dei principali luoghi di pellegrinaggio del mondo cristiano, dall’età tardoantica all’età moderna, con particolare riferimento al contesto italiano e ai suoi confronti extraterritoriali. Attraverso un’ampia prospettiva geografica e cronologica – che spazia da Roma a Costantinopoli, dal Sinai all’Etiopia, dall’Italia romanica a Venezia e ai Sacri Monti – il progetto indaga il pellegrinaggio come motore di trasformazione degli spazi, delle architetture, delle immagini e delle pratiche devozionali. Le lezioni mettono in dialogo archeologia, storia dell’arte, storia della Chiesa e delle istituzioni, valorizzando l’uso congiunto delle fonti materiali, iconografiche e scritte. Particolare attenzione è riservata ai santuari, alle città sante e ai luoghi della memoria cristiana, intesi come nodi simbolici in cui si intrecciano spiritualità, liturgia, potere politico e identità collettive. Il pellegrinaggio emerge così non solo come pratica individuale di fede, ma come fenomeno capace di generare reti, scambi culturali e processi di monumentalizzazione che hanno inciso profondamente sulla storia dell’arte e del paesaggio europeo e mediterraneo. Il corso è pensato specificamente per guide turistiche, con l’obiettivo di offrire strumenti di lettura aggiornati e scientificamente fondati, utili a valorizzare il racconto dei luoghi sacri e a rispondere in modo consapevole alle domande di un pubblico sempre più interessato al turismo culturale e religioso. Coordinatore e responsabile del corso: Domenico Salamino
L’Ente di Formazione proponente è la Fondazione Campus Studi del Mediterraneo ed il progetto è svolto in collaborazione scientifica e con il supporto tecnico di AIT srl, che metterà a disposizione la piattaforma per le iscrizioni e lo svolgimento delle attività online.
Autorizzato con Decreto Ministeriale prot. n. 59920 del 23/04/2026
STRUTTURA DEL CORSO
03/11/2026 – Modulo 1. Pellegrinaggi alle tombe sante: archeologia del pellegrinaggio nelle catacombe romane – 2 ore online in modalità asincrona – Flavio Pallocca
Le catacombe costituiscono senza dubbio una delle testimonianze archeologiche più suggestive della Roma paleocristiana. Nate come cimiteri comunitari tra la fine del II e il IV secolo, conobbero una nuova e intensa fase di frequentazione durante l’Alto Medioevo, quando la presenza delle tombe dei martiri le rese mete per i pellegrini provenienti dall’Italia e dall’intero orbis christianus. Per accoglierli furono create strutture di accoglienza e furono elaborati percorsi specifici all’interno dei cimiteri per raggiungere agilmente i santuari martiriali. Attraverso l’analisi di alcuni casi-studio e grazie al dialogo tra fonti scritte e dati archeologici, questa lezione sarà l’occasione per conoscere e approfondire gli esiti monumentali della devozione dei martiri nelle catacombe romane durante l’Alto Medioevo.
10/11/2026 – Modulo 2. – Santa Maria Maggiore: una basilica per il pellegrinaggio mariano a Roma – 2 ore online in modalità asincrona – Domenico Salamino
Tra le basiliche pontificie romane, quella di Santa Maria Maggiore offre ancora oggi molti argomenti di studio e di riflessione sul fenomeno del santuario mariano e della monumentalizzazione della basilica paleocristiana. Oggetto di importanti interventi decorativi, nel IV secolo il programma musivo svolgerà la duplice funzione di definire iconografia e dogmatica attraverso le arti per la comunicazione papale. La lezione affronterà anche il divenire medievale e moderno della basilica, sottolineando le strategie di conferma e riaffermazione del significato mariologico ed ecclesiastico del caso. Importante sarà la riflessione sulla topologia delle immagini all’interno dell’edificio.
13/11/2026 | ore 18:00- 20:00| Modulo 3. Pellegrinaggio al Sinai. Il modello del pellegrinaggio cristiano – Emanuela Fogliadini
Luogo di rivelazioni divine, scrigno di antichissimi manoscritti e straordinarie icone, terra di lotte spirituali, il Monte Sinai fu centro di pellegrinaggio dal IV secolo. Il Roveto ardente (Esodo 3, 2), secondo la Tradizione ancora visibile nel Monastero di epoca giustinianea, la consegna della Legge al profeta Mosè (Esodo 19, 18), la grotta in cui Adonai incontrò il profeta Elia (III Re 19, 12), a cui si aggiunse dall’800 d.C. la venerazione di Santa Caterina d’Alessandria, sono il nucleo di un itinerario di pellegrinaggio, che si srotola dalla storia del popolo d’Israele a quella delle comunità cristiane. Pellegrini cristiani di lingua greca, armena, georgiana, slava e araba hanno testimoniato la fama imperitura del Sinai, che emerge dalle fonti scritte (principalmente resoconti e guide di pellegrini), iscrizioni e graffiti, oltre dalle molteplici icone donate dai pellegrini. Infatti, il pellegrinaggio sul Sinai fu uno dei canali privilegiati attraverso il quale un numero notevole di oggetti sacri – icone, manoscritti, paramenti, croci – che provenivano dall’Impero bizantino, dagli Orienti miafisiti e anche dall’Occidente latino, raggiunse il Monastero del Sinai. Qui vivevano e vive la più antica comunità monastica al mondo, peraltro minacciata dagli eventi politici odierni, qui secondo la Tradizione si recò in pellegrinaggio persino Muhammad, il Profeta dell’Islam. Il Monte Sinai, onorato dalle tre religioni abramitiche, custodisce il senso più autentico di ogni pellegrinaggio: ascesi per una radicale metanoia.
18/11/2026 | ore 18:00- 20:00| Modulo 4. Costantinopoli città santa. Devozione, arte e pellegrinaggi nella capitale imperiale tra Oriente ed Occidente – Domenico Salamino
Fin dalle origini Costantinopoli si determina sacra e santa. Sede di concili fondamentali, centro del potere imperiale, cuore della chiesa dello stato cristiano e teocratico, la città nei secoli diverrà pure lo scrigno di innumerevoli reliquie e testimonianze di santità. Una cintura di santi luoghi la cinge e la proteggi; chiese, monasteri, palazzi: la città intera – altra Roma, altra Gerusalemme – si farà immagine e tramite del sacro e del santo. Fulcro di devozioni e animata da liturgie e rituali solenni.Questa lezione toccherà alcuni nodi fondamentali per spiegare il senso del monumentale, del sacro e del politico della città più città che sia esistita. Tra Oriente ed Occidente; al confronto con Roma e Venezia.
26/11/2026| ore 18:00- 20:00| Modulo 5. Lalibela, Gerusalemme d’Etiopia – Emanuela Fogliadini
Il complesso di Chiese di Lalibela è meta di pellegrinaggio dal XII secolo, quando il re Lalibela, in un contesto politico segnato da forti disordini sociali e politici, fondò un nuovo centro di culto, l’equivalente etiope della città santa di Gerusalemme, irraggiungibile perché conquistata dall’Islam. Lalibela divenne una vigorosa manifestazione di fede, espressione di rinascita spirituale e specialmente delle funzioni liturgiche della Grande Settimana Santa. La collocazione e disposizione di ogni chiesa del sito riflettono un’attenta considerazione della pratica rituale, rendendo l’architettura una particolare espressione dei fondamenti pasquali della fede. La croce, il gioco continuo tra oscurità e luce, il costante rimando al numero tre, l’acqua che purifica, sono elementi strutturali delle chiese di Lalibela che fanno emergere il nesso vitale tra architettura e teologia. I rituali della Grande Settimana Santa permettono un pellegrinaggio nel pellegrinaggio, perché i fedeli non solo si recano da tutta l’Etiopia a Lalibela, ma qui vi compiono un cammino di fede, purificazione e rinascita, da una chiesa all’altra, poiché ciascuna celebra un evento della vita di Cristo, dal Battesimo al Giordano al Golgota, senza dimenticare la tomba di Adamo e ovviamente i temi della Passione e Risurrezione. Simbolo di orgoglio nazionale, patrimonio dell’Umanità, queste chiese monolitiche, che la Tradizione vuole «scavate nella roccia dagli angeli», sono una meta di pellegrinaggio tra le più suggestive della storia cristiana.
30/11/2026|ore 18:00- 20:00| Modulo 6. Il santuario nell’Italia romanica – Giordana Trovabene
La lezione, inserendosi nel contesto storico e religioso del corso sul pellegrinaggio, intende concentrarsi prima sul significato di santuario e poi sul suo ruolo nell’Italia romanica, analizzando le caratteristiche architettonico/artistico di alcuni di essi e la loro funzione nell’ambito specifico. Saranno identificati i principali santuari romanici italiani meta di pellegrinaggio, esplorandone il significato storico, spirituale e sociale. Attraverso le fonti si cercherà di cogliere anche gli aspetti più forti delle esperienze dei pellegrini: dalla difficoltà del viaggio, al ruolo dell’ospitalità e allo scambio di esperienze.
04/12/2026|0re 18:00- 20:00| Modulo 7. Santuario e pellegrinaggio a Bari nel Medioevo: da San Nicola di Myra alla Cittadella nicolaiana – Donatella Nuzzo
A Bari in seguito all’arrivo delle reliquie di San Nicola, nell’anno 1087, si progettò la costruzione di un nuovo, imponente edificio di culto, “un reliquiario monumentale” dedicato al santo. Prima dell’arrivo delle reliquie nicolaiane, nel quadro dei pellegrinaggi internazionali, Bari era un luogo di passaggio lungo il cammino che conduceva in Terrasanta. La posizione privilegiata lungo la viabilità, la presenza del porto e soprattutto l’importanza del santuario nicolaiano garantirono a Bari una posizione di assoluto privilegio, non più solo come tappa logistica nei percorsi di pellegrinaggio, ma anche come destinazione carica di uno specifico carattere devozionale. La Cittadella Nicolaiana si andò formando nel tempo a partire dall’avvio del cantiere di costruzione della Basilica, l’edificio che dominava e domina ancora oggi, per la mole e per la posizione centrale, la Cittadella. Essa si formò e si ampliò progressivamente in conseguenza della costruzione delle strutture finalizzate al funzionamento dello spazio santuariale e di pellegrinaggio (le sepolture ad sanctum, la probabile residenza dei priori e del personale preposto alla Basilica, l’ospizio per i pellegrini, le botteghe per la produzione di oggetti devozionali, i luoghi per le fiere), fino a costituire uno spazio urbano in qualche modo distinto, racchiuso da una propria una cinta muraria.
09/12/2026|0re 18:00- 20:00| Modulo 8. Venezia città santa marciana e porto mediterraneo – Domenico Salamino
Dal rocambolesco arrivo delle spoglie marciane da Alessandria d’Egitto, Venezia si eleva a città evangelistica, predestinata e santa. Per Marco di erige un’aurea e degna basilica, scrigno di verità, sacralità ed epifanie teologiche. La politica se ne servirà perché necessaria alla sua legittimazione, alla fortuna dello Stato. Venezia, porto mediterraneo, con la IV crociata si arricchisce di reliquie e di immagini: risignifica lo spazio del sacro, del politico e dell’abitare.
14/12/2026|0re 18:00- 20:00| Modulo 9. Pellegrinaggi ai Sacri Monti – Alessandro Bedini
I Sacri Monti si trovano a Varallo Sesia in Piemonte, e a San Vivaldo, nell’area di Montaione in Valdelsa. L’idea di edificare un Sacro Monte, che riproducesse la topografia gerosolimitana e in generale dei Luoghi Santi, fu concepita, per quanto riguarda Varallo, dal francescano Bernardino Caimi nel 1481. Per San Vivaldo, i francescani vi si insediarono intorno al 1499 e in seguito, fra Tommaso da Firenze si diede all’edificazione di diciotto cappelle che riproducono fedelmente la topografia gerosolimitana, siamo intorno al 1516. Da sottolineare come sia il Caimi che fra Tommaso, siano stati entrambi francescani; sono noti infatti gli stretti rapporti tra l’ordine francescano e la Terrasanta, che a partire dal Trecento, sono custodi dei Luoghi Santi. Lo scopo dei Sacri Monti è quello di offrire ai pellegrini, uno spazio sacro più facilmente accessibile rispetto al classico pellegrinaggio nel Vicino Oriente. La questione dei cosiddetti “luoghi sostitutivi” è ancora oggi oggetto di analisi storico-antropologiche.
21/12/2026|0re 18:00- 20:00| Modulo 10. Santi sepolcri e piccole Gerusalemme tra Medioevo e Rinascimento – Giordana Trovabene
Questa lezione affronta principalmente il tema della Traslatio Hierosolymitana, cioè il trasferimento della santità dei luoghi cristologici da Gerusalemme all’Europa, in particolare la tomba di Cristo. Il viaggio in Terra Santa era diventato sempre più pericoloso, costoso e difficile: per questo motivo sorsero le riproduzioni del Santo Sepolcro. Non si cercava una copia architettonica perfetta, ma una “copia strutturale simbolica” che ne richiamasse l’emozione e la sacralità. In sostituzione del pellegrinaggio, questi luoghi offrivano le stesse indulgenze, col perdono dei peccati, di chi si recava fisicamente in Palestina. Si possono distinguere due modelli principali: singoli monumenti, piccole cappelle o edicole all’interno di chiese preesistenti che riproducevano la forma del Sepolcro, oppure interi complessi architettonici che replicavano la topografia di Gerusalemme, in particolare il Monte Calvario, la Valle del Cedron, come descritto nel sigillo di Verona che ripropone un disegno urbanistico medievale in forma di itinerario religioso e culturale.
Obiettivi:
- Fornire una conoscenza storica e critica del pellegrinaggio cristiano nelle sue diverse declinazioni geografiche, confessionali e cronologiche;
- Comprendere il ruolo dei luoghi santi, delle città sacre e dei santuari nella costruzione dello spazio sacro e della memoria religiosa;
- Analizzare il rapporto tra devozione, architettura, arti figurative e liturgia, cogliendone le implicazioni teologiche, simboliche e politiche;
- Sviluppare una lettura interdisciplinare dei fenomeni storico-artistici, attraverso il confronto tra dati archeologici, fonti testuali, testimonianze iconografiche e rituali;
- Decodificare la stratificazione dei siti: comprendere l’evoluzione dei complessi ipogei e basilicali da luoghi di sepoltura a mete monumentali di massa;
- Stimolare una riflessione critica sul valore culturale e identitario del patrimonio sacro, migliorando la capacità di mediazione culturale e narrativa delle guide turistiche nei contesti di visita a siti religiosi , nell’ottica della loro tutela e valorizzazione come elemento centrale del turismo culturale e identitario.
Competenze:
Al termine del corso i partecipanti acquisiranno le seguenti competenze:
- capacità di contestualizzazione storica e geografica dei principali luoghi di pellegrinaggio cristiano;
- Competenze di base nell’analisi archeologica e storico-artistica e nel racconto di complessi monumentali, santuari e città sante italiane e non, cogliendone le stratificazioni storiche;
- strumenti interpretativi per spiegare il significato simbolico e teologico di architetture, immagini e percorsi rituali;
- maggiore consapevolezza del ruolo del pellegrinaggio nella costruzione delle reti culturali mediterranee ed europee attraverso osservazioni che mirano a costruire bacini di contenuti in chiave comparatistica;
- abilità nel comunicare al pubblico il valore del patrimonio religioso come esperienza viva, non solo come testimonianza artistica;
- un lessico specialistico aggiornato, utile a un racconto competente, accessibile e coinvolgente dei luoghi del sacro;
- elaborare itinerari tematici complessi che colleghino l’evidenza archeologica (percorsi catacombali, santuari romanici) alla storia della devozione e delle rotte mediterranee.
Il percorso è articolato in 10 moduli consecutivi per una durata complessiva di 20 ore.
Le lezioni si svolgeranno in modalità online, 20% asincrona e 80% sincrona.
Le lezioni online in modalità sincrona si svolgeranno dalle ore 18:00 alle 20:00
Inizio del corso: novembre 2026
Certificazione rilasciata
I percorsi formativi di aggiornamento saranno svolti totalmente in modalità telematica. Ai partecipanti che abbiano frequentato almeno l’80% delle ore del corso sarà rilasciato un attestato di frequenza. L’attestato certificherà l’effettivo aggiornamento delle competenze possedute dalla guida turistica, nonché l’effettivo numero di ore di partecipazione al corso.
In caso di interruzione del percorso, non è prevista la certificazione parziale delle ore svolte.
Materiale didattico:
- Dispense e slides delle lezioni
- Repertori e accesso a banche dati iconografiche e fotografiche
- Guide e cartografia Touring Club
- Bibliografie e sitografia ragionata
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QUOTA D’ISCRIZIONE : 220,00 €