Banche dati e risorse elettroniche

in ordine alfabetico

E’ un database di risorse per l’archeologia e la storia dell’arte realizzato dall’INHA – Institut national d’histoire de l’art. Copre un arco di tempo compreso tra il 1910 e il 1972 collocandosi, in questo modo, a completamento dei due maggiori repertori dell’OpenBibArt.


  • ArtDiscovery Group Catalogue

Dal maggio 2014 sostituisce la piattaforma di artlibraries.net offrendo l’opportunità d’interrogare, attraverso unico portale, molti cataloghi di biblioteche e importanti istituti di ricerca storica artistica. La base OCLC WorldCat raggiunge un altissimo numero di records e metadati derivati dall’enorme patrimonio catalografico e bibliografico di collezioni e biblioteche, pubbliche e private, reso accessibile, peraltro, dal   WorldCat Central Index. L’ADGC si integra anche delle risorse di citazione di Kubikat e dei file legacy della BHA.


  • Benezit Dictionary of Artists

Assieme a Grove Art Online è la più importante risorsa dell’Oxford Art Online. Dal 1911 rappresenta una delle più complete compilazioni biografiche dedicate agli artisti. Come Grove Art Online, anche Benezit è accessibile previa sottoscrizione di un abbonamento.


Portale che rende accessibile la banca dati costruita sul censimento dei beni architettonici, artistici, storici e documentali delle diocesi italiane a cura dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI.


Si tratta della più importante e corposa banca dati dedicata alla Storia dell’Arte. Curata dal Getty Research Institute, è dal 2010 liberamente accessibile. Offre un’ampia copertura internazionale che va dal 1975 al 2007. Per le pubblicazioni successive al 2007 si consiglia la  International Bibliography of Art (IBA) associata alla piattaforma ProQuest ad accesso limitato agli abbonati o consentito a mezzo di registrazione e identificazione. Se utenti di servizi bibliografici universitari l’accesso all’Art and Architecture Archive è facilitato.


Si tratta di una piattaforma dedicata alla digitalizzazione di cataloghi di mostre ed esposizioni di arte italiana tenutesi dal 1850 al 1950.  Il portale offre l’opportunità di effettuare tre modalità di ricerca: bibliografica; per base dati e per dizionari.


Banca dati su piattaforma open access nella quale sono riversate le schede descrittive dei Beni Culturali catalogati in Italia. Frutto della interazione fra diverse le istituzioni deputate alla tutela e alla conoscenza del patrimonio artistico, archeologico, architettonico e ambientale dello Stato, per mezzo dell’ICCD sono rese disponibili, ad oggi, circa 800.000 schede e immagini.


Sono circa 15.000 i manoscritti già disponibili in digitale dell’enorme e prestigioso patrimonio della Biblioteca Apostolica Vaticana. Il progetto è promosso dalla  Biblioteca assieme all’associazione Digita Vaticana Onlus.   La consultazione è liberamente accessibile dalla piattaforma DVL (DigitVatLib)


Grove Art Online – Oxford University

Versione digitale del The Dictionary of Art (36 volumi dal 1996), non è una risorsa open access. Sottoscrivendo l’abbonamento è possibile accedere a oltre 45.000 articoli, 15.000 voci di soggetto, 22.000 biografie, 7.000 studiosi da tutto il mondo e relative bibliografie aggiornate. Oltre 50.000 tra immagini e link fotografici. La banca dati è aggiornata almeno tre volte l’anno; permette ricerce simultanee e consente pure il collegamento ad altre risorse digitali Oxford University Press: The Oxford Companion to Western Art, Encyclopedia of Aesthetics, The Concise Oxford Dictionary of Art Terms. La piattaforma di collegamento è raggiungibile anche alla pagina Oxford Art Online.


Catalogo bibliografico unico, specializzato in citazioni,  rilevamento e spoglio da monografie, opere collettive, periodici e atti di convegni. Raccoglie records provenienti dalla catalogazione bibliografica operata dal Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck Institut di Firenze, dal Zentralinstitut für Kunstgeschichte, Monaco di Baviera, dal Deutsches Forum für Kunstgeschichte di Parigi, dal Bibliotheca Hertziana – Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte di Roma.


Si tratta di un catalogo open-access che fa capo al INIST-CNRS – Institut de l’Information Scientifique et Technique con sede a Parigi. Consente di accedere ai repertori di storia dell’arte compilati dal CNR francese:

  • Répertoire d’Art et d’Archéologie (1973-1990), per una copertura che va dal 1972 al 1989 per 208.000 referenze bibliografiche;
  • Bibliographie d’Histoire de l’Art ( 1991-2008), per una copertura che va dal 1990 al 2007 per 401,523 referenze bibliografiche, confluita assieme al RILA nel portale unificato curato dal Getty Research Institute.

Rappresenta il punto di accesso alle due risorse maggiori della Digital Oxford University Press: Grove Art e Benezit- Dictionary of Artists. I servizi sono offerti previa sottoscrizione di un abbonamento. Gli utenti degli istituti e biblioteche universitari potrebbero godere dell’accesso facilitato previa autenticazione alle banche dati e risorse elettroniche del proprio ateneo.


Una delle più importanti piattaforme al mondo di storia dell’arte. Si avvale del contributo di oltre 200 storici e specialisti che condividono e rendono pubblicamente fruibili risorse, documenti, immagini e database. La storia dell’arte universale è raccontata attraverso video e scritti privilegiando un linguaggio semplice e destinato al grande pubblico. I contenuti vengo supervisionati e editati da editor  e collaboratori esterni.


Risorse da progetti di ricerca

  • Census of Antique Works of Art and Architecture Known in the Renaissance

Il problema della ricezione riformulazione dell’Antico nel Rinascimento è al centro di questo progetto internazionale che ha la sua origine nel lontano 1946 e che ha visto il coinvolgimento di grandi personalità della Storia dell’Arte come Fritz Saxl (1890-1948) e Richard Krautheimer (1897-1994) e l’archeologo Karl Lehmann (1894-1960). Naturale espressione degli interessi e dei programmi di ricerca del Warburg Institute ha visto nel tempo il partnernariato con Bibliotheca Hertziana e il J. Paul Getty Trust.

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Il Database costituisce certamente il cuore del progetto dedicato  principalmente alla costruzione di una rete di informazioni e fonti relative ai monumenti antichi e alla loro storia, fortuna o scomparsa. Nel complesso, più di 200.000 voci relative a monumenti, documenti pittorici e scritti, luoghi, persone, il tempo e lo stile, concetti, eventi, letteratura di ricerca e le illustrazioni. Il materiale utilizzato è eterogeneo: resoconti scritti, saggi, fotografie, manoscritti e taccuini, disegni e album, fogli sciolti e stampe, pittura e scultura.

Il censimento del database è costituito da due categorie principali (file primari) Antique Monuments e Post-Antique Documents che si riferiscono direttamente l’uno all’altro. Le categorie più piccole (file di autorità) forniscono informazioni supplementari. Entrambe le categorie principali ognuno con le directory di collocazione ( location ), le persone (Person ), dati ( Date ), la bibliografia ( Bibliography ) e le immagini (  Image ) collegate. La lista di determinazione stilistica di un monumento ( Style ) si riferisce ai monumenti antichi . Inoltre, ci sono collegamenti tra le piccole categorie. Ogni directory può essere ricercata per se stessa.


  • Euploos

Il progetto Euploos, programma di ricerca voluto dal Kunsthistorisches Institut in Florenz Max-Planck-Institut, dalla Scuola Normale Superiore e dalle Gallerie degli Uffizi, è indirizzato alla costruzione di un catalogo digitale del Gabinetto dei Disegni e Stampe.

Avviato grazie all’interessamento e al contributo dello Stato, il progetto è giunto già all’importante risultato di aver reso disponibile, su piattaforma web, buona parte del patrimonio grafico del Gabinetto grazie anche al sostegno finanziario dei privati.

Circa il metodo e il processo divulgativo via web, dal Home Page rileviamo che «la catalogazione informatica dei fogli è attualmente affidata a tre giovani storici dell’arte, coordinati da due colleghi più anziani, che, come loro, hanno completato la propria formazione universitaria presso la Scuola di specializzazione in storia dell’arte dell’Università degli Studi di Bologna. Le schede, pubblicate sul sito con cadenza trimestrale, presentano diversi livelli di approfondimento. Quello più semplice è costituito da una scheda di repertorio con le informazioni essenziali sul disegno in esame: attribuzione inventariale, soggetto, datazione, dati tecnici, ma anche bibliografia specifica e mostre. Quando un foglio presenta un disegno anche sul verso, la schedatura dei due lati è del tutto autonoma e distinta. Inoltre, i disegni facenti parte di un volume sono informaticamente collegati tra loro ed è quindi possibile individuare tramite un semplice link l’insieme a cui il singolo foglio appartiene. Nelle schede di livello più avanzato, differenti anche nella veste grafica, si trovano dati supplementari su iscrizioni, marchi ed eventuali filigrane, aggiornamenti bibliografici e una nota critica che riassume i passaggi attributivi del foglio stesso a partire dagli inventari manoscritti, ne analizza le caratteristiche formali e, se possibile, individua nuove prospettive di ricerca».

Alla catalogazione, impostata sull’importante lavoro inventariale di Pasquale Nerino Ferri (1851-1917), ha quindi fatto riscontro l’informatizzazione delle immagini e delle schede accessorie disponibili direttamente attraverso i motori di ricerca interni al portale degli archivi online.


Historical Memory, Antiquarian Culture, Artistic Patronage: 
Social Identities in the Centres of Southern Italy between the Medieval and Early Modern Period

Histantartsi.eu

É un importante e ambizioso progetto sostenuto dallo European Research Council assieme all’ Universita Federico II di Napoli con il partnernariato del Warburg Institute e del Census of Antique Works of Art and Architecture Known in the Renaissance. Dedicato all’Italia Meridionale, sviluppa lo studio delle identità regionali e locali, tra Medioevo ed età moderna, attraverso l’analisi interdisciplinare delle fonti scritte, archeologiche e artistiche; dei centri urbani e delle loro evidenze legate al patronato dei singoli e delle istituzioni. Il Database, pensato come un working progress in continua crescita, consente di accedere liberamente a una grande quantità di informazioni: immagini, cronologie, descrizioni, bibliografie e sitografie. La ricerca può avvenire per diversi canali: libera, attraverso l’inserimento di parole chiave; per oggetti e soggetti di studio; per luoghi.